Lingua di Cane

02 DICEMBRE 2016 ore 20.30

Lingua di Cane

“Disperso che vuol dire? Che uno è vivo oppure no? Nel mondo si vive o si muore, giusto? Ma sparire no, quello ti giuro io che è impossibile. Manco la magia ci può! Perché il mondo, quello una palla è e uno da qualche parte su sta palla deve essere!”

Lingua di cane è la lingua di chi non ha voce per parlare, di chi ansima, di chi elemosina un pezzo di pane, di chi non merita un rispetto, una vita e una morte da uomo, come se uomo non lo fosse mai stato.

Lingua di cane è, in realtà, un pesce di mare della famiglia Pleuronectidae, una sogliola, che vive adagiata sui fondali sabbiosi, piatta come una lingua di cane che sta lì, invisibile, con le sue braccia aperte, come uno di quei tanti morti che in quello stesso fondale invisibili lo sono sempre stati e che, forse, sono nati per essere invisibili, per attraversare una vita come si attraversa un deserto, senza speranze, senza possibilità.

Esseri umani invisibili, senza nome, vissuti su un confine oltre cui la morte diventa un'appuntamento più che una fatalità. Una fatalità destinata a chi ha creduti di volare e un istante dopo si è ritrovato sotto il mare, a chi è si è messo in cammino ma è come se non fosse partito mai.

Ed è di questi viaggi senza un approdo, di questi desideri, di queste speranze, che non sono diverse da quelle di ciascuno di noi, che vogliamo parlare. Noi, che questi viaggi e queste morti le abbiamo conosciute, provate, che le abbiamo incise nel nostro albero genealogico, che abbiamo una storia fatta di croci da onorare, in Belgio, in America, in Australia, in Africa e persino in Italia. Noi che abbiamo conosciuto il destino di chi non è niente di più che una lingua di cane, ci troviamo ora a contare altri morti che non ci appartengono, per i quali non abbiamo responsabilità, per i quali allarghiamo le braccia prima che ci venga la tentazione di protenderle in avanti.

Lingua di cane attraversa, sogni, storie, paure, amicizie, inimicizie, addii, tradimenti e speranze, dando voce a storie semplici e pensieri che non è difficile pensare me doloroso ammettere, perché non sempre la verità è scontata, non sempre la verità è una sola e semplice da raccontare, perché non sempre la verità c'è e a volte è così brutta da non volerla guardare.

 

con:
Franz Cantalupo
Sara D’Angelo
Elisa Di Dio
Noa Di Venti
Mauro Lamantia
Rocco Rizzo

drammaturgia:
Sabrina Petyx

regia:
Giuseppe Cutino

scena e costumi:
Daniela Cernigliaro
movimenti di scena
Mariagrazia Finocchiaro

disegno luci:
Marcello D’Agostino

progetto nato da un’idea di:
Mario Incudine – Franz Cantalupo

coordinamento progetto:
Filippa Ilardo

musiche:
Sergio Beercock
Francesca Incudine
Mario Incudine
Henry Purcell
Max Ricther

foto di scena:
Daniele Puglisi e Totò Clemenza

assistente scene e costumi:
Luca Manuli

assistente regia:
Floriana Sabato

organizzazione generale:
Angelo Di Dio

produzione:
L’Arpa- Compagnia Residente

Teatro Garibaldi Di Enna